Il Campionato mondiale di Formula 1 è terminato il 25 novembre scorso e ha regalato ancora una volta (la quinta, per l’esattezza) il titolo iridato al pilota britannico Mercedes Lewis Hamilton, e quello costruttori alla casa tedesca. Ma partiamo dal principio e vediamo com’è andata la 69° edizione del Campionato del Mondo di Formula 1, partendo proprio dalle squadre che si sono date battaglia.

Mercedes non stupisce più

Iniziamo dalla vincitrice, che si aggiudica per la quinta volta consecutiva il mondiale costruttori, e c’era da aspettarselo. Al diligente e come al solito impeccabile lavoro del pilota, la scuderia ha affiancato una squadra di tecnici all’altezza di Lewis Hamilton, realizzando una monoposto davvero eccezionale. La scuderia di Stoccarda ha superato se stessa per il quinto anno consecutivo.

Che fine ha fatto la nostra Ferrari?

La casa di Maranello ha invece perso colpi sia da un punto di vista tecnico che psicologico. Alle carenze strategiche della scuderia possiamo infatti affiancare quelle dei piloti, con un Sebastian Vattel tutt’altro che in stato di grazia: i suoi errori in gara hanno condizionato non poco la corsa al mondiale. I tecnici Ferrari hanno messo a punto una monoposto molto veloce, a tratti superiore anche alla Mercedes, come abbiamo visto in alcuni gran premi nella prima parte della stagione, ma quando è arrivato il momento di spingere, Mercedes e Red Bull si sono dimostrate superiori. La Ferrari aveva insomma tutte le carte in regola per fare qualcosa di più.

Redbull, Renault e Haas sono un passo indietro

La già citata Red Bull invece ha avuto quale problema tecnico (vedi il numero di propulsori rotti dallo sfortunato Ricciardo), ma ha saputo comunque gestire la stagione al di sopra delle aspettative: se il motore Renault non è sembrato il massimo, la monoposto del noto marchio energy drink ha mostrato grandi prestazioni in curva e nella gestione delle gomme. Con una cavalleria più agguerrita, forse sarebbe andata diversamente.

Durante la stagione 2018 di Formula 1 abbiamo visto una Renault in crescita, anche se ovviamente è ancora presto per raggiungere il livello delle sorelle europee. La casa francese ha insomma fatto molto bene in quasi tutti i gran premi, pur senza regalare ai suoi tifosi emozioni da cardiopalma.

Arrivando al centro classifica, dalla Haas ci saremmo aspettati qualcosa di meglio, considerate le premesse: qualche errore e un po’ di sfortuna hanno sicuramente condizionato il cammino della giovanissima scuderia statunitense.

Le scuderie più sfortunate degli ultimi anni

La McLaren ha fatto qualcosa di più rispetto alle stagioni precedenti, ma non raggiunge la sufficienza. I problemi di motore e non solo hanno affidato all’esperto Alonso una vettura inaffidabile e dalle prestazioni discutibili.

Discorso diverso invece per la Force India, fallita a metà della stagione e salvata in extremis dall’imprenditore Lawrence Stroll. Tecnicamente la monoposto indiana ha sbalordito per prestazioni e affidabilità, considerato ovviamente il budget a disposizione rispetto a quello delle concorrenti.

La svizzera Sauber ha brillato ancora una volta, dopo i successi della stagione precedente, a contrario della scuderia Toro Rosso, che sembra regredita in un solo anno, nonostante le buone prestazioni del suo pilota. Per non parlare della Williams.

Il riassunto della stagione 2018 di Formula 1

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